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L’istituto

Il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi (CREF) ha sede nella palazzina che ha ospitato lo storico Regio Istituto di Fisica dove il gruppo di giovani fisici, aggregato intorno ad Enrico Fermi, condusse negli anni Trenta del Novecento i famosi esperimenti sulla radioattività indotta da neutroni, che sono stati fondamentali per lo sviluppo dell’energia atomica. In questa palazzina è dunque passata la Storia non solo della fisica ma del Novecento stesso, punto di intersezione tra scoperte scientifiche e avvenimenti epocali che hanno segnato il corso del secolo scorso. Per questa sua eccezionale importanza nel 1999 è stata votata dal Parlamento all’unanimità la Legge che ha costituito un nuovo Ente di Ricerca, il “Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi”, vigilato dal Ministero dell’Università, con sede istituzionale proprio nella Palazzina.

 

Il progetto per la creazione del nuovo ente di ricerca e del relativo museo ha coinvolto altri tre ministeri oltre il Ministero dell’Università e Ricerca: il Ministero dell’Economia che ne supporta l’attività, il Ministero delle Infrastrutture che ha coordinato i lavori di restauro della palazzina dal 1999 al 2019, ed il Ministero degli Interni a cui era stata assegnata la palazzina dal dopoguerra al 1999. Un ulteriore Ministero, quello della Cultura, è stato finora solo parzialmente coinvolto, ma si prevede una maggiore collaborazione appena il Museo e le iniziative culturali ad esso connesse saranno pienamente operativa.

Il CREF è stato dunque fondato nel 1999, ma solo nel novembre del 2019 è stato completato il restauro completo la palazzina di Via Panisperna. L’obiettivo è ora quello di restituire il famoso edificio di via Panisperna ad un uso scientifico che onori la memoria delle scoperte fondamentali del gruppo di Fermi. La missione dell’ente è dunque duplice. Da una parte lo sviluppo di un museo storico della fisica con i reperti originali degli esperimenti di Fermi presentati tramite adeguati sistemi audio-video moderni che rendono il significato di questi eventi storici e scientifici facilmente comprensibile anche alle nuove generazioni: in particolare, come illustrato più avanti, è stata progettata una sala di realtà virtuale tridimensionale che rappresenta un progetto unico nell’ambito museale a livello nazionale. Dall’altra parte lo sviluppo di una attività di ricerca oirginale e di avanguardia nel campo della fisica dei sistemi complessi con una forte connotazione interdisciplinare.

LA PALAZZINA

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La Ricerca

Come, ad esempio, in Germania la memoria di Max Planck, uno dei padri della fisica del novecento, è onorata principalmente da una vasta rete di prestigiosi istituti scientifici, il CREF sta cercando di sviluppare un nucleo di ricerche particolarmente originali e innovative, proprio nello spirito che ha caratterizzato l’attività di Enrico Fermi. Il CREF non vuole limitarsi a replicare o supportare collateralmente attività già svolte da altre istituzioni ma intende sviluppare un nucleo di ricerche attuali che ne connotino il profilo scientifico.

Quando si cerca di fare qualcosa di originale e di alto livello, anche se su dimensioni minori, è naturale concentrarsi sulle nuove questioni scientifiche che si affacciano con crescente frequenza all’orizzonte. Spesso queste nuove problematiche sono di natura interdisciplinare e fanno riferimento al campo dei sistemi complessi. Questa situazione pone un problema nuovo nel mondo scientifico italiano in cui i raggruppamenti disciplinari tendono a favorire la settorizzazione della ricerca invece dell’interdisciplinarietà. D’altra parte, è chiaro che un nuovo ente di ricerca, piccolo e agile, può orientarsi rapidamente verso attività particolarmente attuali e innovative. Il CREF può quindi cogliere questa opportunità strategica per essere un’istituzione che stimoli tematiche scientifiche innovative, ovvero un “incubatore” di start-up di natura scientifica. Gli elementi che valorizzano questa opportunità sono l’indubbio prestigio del CREF e della sua sede e anche le sue ridotte dimensioni, che diventano un vantaggio per consentire decisioni rapide ed efficaci nell’individuazione di nuove problematiche scientifiche. Da questo punto di vista, però, l’idea è quella di essere totalmente aperti a nuovi sviluppi e proposte che possono arrivare anche dall’esterno dell’Ente ed in particolare dalla rete di scienziati che si sta sviluppando intorno al CREF. Per quanto riguarda le problematiche specifiche si farà riferimento ai principi e ai metodi della fisica interpretati in chiave moderna e con una focalizzazione sulla rilevanza sociale e sulla possibile collaborazione con aziende e altre istituzioni.

Nella palazzina di Via Panisperna l’interdisciplinarietà è stata un riferimento costante. Un appunto scritto da Enrico Fermi, l’11 dicembre 1938 a Stoccolma nei giorni in cui era lì per ritirare il Nobel, oggi riemerge come un riferimento molto chiaro per l’attività scientifica del CREF. Fermi era convinto che la fisica avesse bisogno di iniziare un rapporto di scambio più intenso con le altre scienze:

“Io sono convinto che la scienza fisica debba orientarsi verso un’intensa collaborazione con altre scienze sorelle e specialmente con la biologia. Spero che una tale tendenza, che va oggi delineandosi, possa tornare a beneficio dell’una e dell’altra di queste scienze”.

Anche il più famoso allievo e collaboratore di Fermi, Ettore Majorana, manifestò un interesse per gli studi interdisciplinari. Majorana scrisse infatti nel 1930 un articolo intitolato
Il valore delle leggi statistiche in fisica e scienze sociali” . Questo articolo visionario, pubblicato postumo nel 1942, rappresenta oggi una sfida particolarmente rilevante, soprattutto se considerando lo sviluppo dei Big Data che hanno permesso di accedere ad una incredibile quantità di informazione proprio sui fenomeni economici e sociali. Dunque, oggi, poco più di ottanta anni dopo, il CREF ha riportato il paradigma dell’interdisciplinarietà al centro dello sviluppo della ricerca scientifica. In questo senso l’attuale attività scientifica del CREF si ispira a questa visione della ricerca che va oltre i temi caratteristici della fisica più tradizionale e considera temi a cavallo tra diverse discipline usando tecniche innovative come come la data science, il machine learning e l’intelligenza artificiale per approcciare temi interdisciplinari tra fisica e astrofisica, biologia, scienze sociali, economia, medicina e conservazione del patrimonio.

Il Museo

Il Museo del CREF intende essere il luogo della Memoria Storica di quanto avvenuto negli anni Trenta nella palazzina, delle fondamentali scoperte di Fermi e dei ragazzi di Via Panisperna e delle loro avventurose vite ancora oggi foriere di indagini e curiosità (si pensi al caso Majorana che ispira continuamente opere cinematografiche ed editoriali così come servizi dei media), e si propone anche di diventare, grazie al prestigio dell’edificio e al suo posizionamento nel rione Monti, ovvero al centro di Roma, il riferimento per la diffusione della cultura scientifica nella Capitale ed uno dei poli a livello nazionale.

L’acquisizione recente della palazzina di Via Panisperna ha rappresentato un punto cruciale per lo sviluppo e le prospettive del CREF che necessita ora di una nuova definizione del suo ruolo e delle sue ambizioni. Il Museo ha finalmente una sede stabile ed adeguata al suo completamento, ma l’accesso al museo, come anche alla palazzina è possibile solo attraverso il Ministero dell’Interno. Per questo motivo è stato realizzato un progetto architettonico ed impiantistico il cui obiettivo aè la realizzazione di un varco indipendente da Via Cesare Balbo enucleando la palazzina dal complesso del Viminale. I lavori veri e proprio dovrebbe cominciare entro l’autunno del 2021.