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15. L’Istituto di Fisica tra le due guerre: Orso Mario Corbino e Enrico Fermi

L’Istituto di Fisica tra le due guerre: Orso Mario Corbino e Enrico Fermi

Fig. Orso Mario Corbino

Il progetto, pensato nel contesto della rinnovata sede storica del CREF, intende ripercorrere la storia dell’Istituto di Fisica dal 1918 e per il ventennio successivo.

Proseguendo il lavoro iniziato con lo studio della biografia scientifica del primo direttore, Pietro Blaserna (1836-1918), si intende approfondire la figura e l’opera del suo successore, il fisico Orso Mario Corbino (1876-1937), che diresse l’Istituto di Fisica dal 1918 al 1937, anno della morte, e ne traghettò il trasferimento nella nuova sede all’interno della città universitaria della Sapienza.

Si intende porre l’attenzione su alcuni eventi particolarmente significativi legati alla direzione di Corbino, sia a livello istituzionale e organizzativo; sia a livello di comunicazione e alta diffusione della cultura scientifica, e in particolare della Fisica.

L’obiettivo è mettere a fuoco e ripercorrere l’intenso rapporto esistente tra Corbino e il gruppo di giovani ricercatori guidato da Enrico Fermi, sottolineando la sua fondamentale opera di mediatore e consigliere: perché, se era chiaro a tutti che la direzione scientifica della ricerca era ormai nelle mani di Fermi, il ruolo di Corbino, oltre che di supervisore, era anche quello di mentore, e di guida, all’interno di un gruppo che aveva caratteristiche tutte peculiari e decisamente distanti dal modello accademico europeo.

Intendiamo inoltre soffermarci su alcuni eventi particolarmente significativi legati alla gestione del Corbino. Fu questo un periodo in cui gli scienziati erano perfettamente consapevoli dell’importanza di veicolare la scienza e le nuove scoperte, sia teoriche che applicative, al pubblico più vasto e variegato.

In tema di comunicazione e diffusione della cultura scientifica, in particolare della Fisica, si porrà l’accento sulle attività editoriali e museali, oltre a ripercorrere l’organizzazione di mostre e convegni: in particolare si approfondirà la storia del primo Congresso Internazionale di Fisica Nucleare di 1931 a Roma, a cui parteciparono i fisici più importanti dell’epoca, tra cui Niels Bohr, Werner Heisenberg, Jean Baptiste Perrin e Wolfang Pauli, e le scienziate Marie Curie e Lise Meitner.

Inoltre, si intende esaminare i molteplici e decisivi rapporti che l’Istituto di Fisica di Roma ebbe con altre istituzioni straniere: dal Cavendish Laboratory di Cambridge, alla scuola di Cophenagen diretta da Bohr, a quelle di Leida e Gottinga, sino agli Stati Uniti, con il California Institute of Technology diretto da Millikan e il Berkeley Institute, dove Lawrence, a partire dalla seconda metà degli anni Trenta, sviluppò una macchina di nuova concezione: il ciclotrone.

Il risultato di questa ricerca è un’antologia degli scritti di Orso Mario Corbino – in corso di stampa -, scelti tra quelli inerenti ai suoi interessi di politica della ricerca e divulgazione scientifica, alcuni dei quali particolarmente importanti e interessanti, ma di difficile reperibilità; un’antologia preceduta da un’ampia introduzione sulla figura e l’opera del fisico siciliano, che focalizza l’attenzione su quegli aspetti più legati alla sua politica di ricerca e al suo rapporto con Enrico Fermi e il suo gruppo di collaboratori.

Il prossimo passo sarà scrivere una biografia completa di questo importante fisico italiano, che abbracci tutti i vari aspetti della sua densa carriera: scientifica, manageriale, politica ed esecutiva.

Si sta esaminando il copioso materiale manoscritto e in gran parte inedito conservato presso archivi, biblioteche e istituzioni scientifiche, nazionali e internazionali. Le ricerche comprendono scambi epistolari, pubblicazioni scientifiche, materiali archivistici editi e inediti.

In un contesto di studi di genere, si vogliono quindi studiare e mettere in evidenza l’opera e la figure di alcune scienziate, italiane e non, che collaborarono con il gruppo di Enrico Fermi: tra le italiane, spiccano i nomi di Rita Brunetti, Nella Mortara e Daria Bocciarelli; tra le straniere, durante il periodo trascorso da Fermi negli Stati Uniti a partire dal 1938, vi sono stati contatti soprattutto con Joan Hinton in occasione del Progetto Manhattan; con Leona Woods presso l’Università di Chicago e altri laboratori; con Maria Goeppert-Mayer, Premio Nobel nel 1963, ha condiviso ricerche e scambi proficui di idee. Le ricerche comprendono scambi epistolari, pubblicazioni scientifiche, materiali archivistici editi e inediti.

Fig.Chicago Pile-1, 2 dicembre 1946 (4* anniversario)
  • Raffaella Simili, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna
  • Giovanni Paoloni, Sapienza Università di Roma
  • Sandra Linguerri, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna
  • Giovanni Battimelli, Sapienza Università di Roma
  1. Focaccia, The ‘practical school’ of Physics at via Panisperna: from the lecture theatre to the laboratoryPhysis-Rivista Internazionale di Storia della Scienza, 2021 (in corso di stampa)
  2. Focaccia, Orso Mario Corbino. Un manager della ricerca all’Istituto fisico di Roma. Antologia di scritti, 2021 (in corso di stampa)
  3. Focaccia, The role of place in engagement with science: the new seat of “Enrico Fermi Historical Museum of Physics and Study and Research Centre”, in Atti del XXXIX Convegno annuale SISFA, Pisa, 9-12 Settembre 2019, ed. by Adele La Rana, Paolo Rossi, Pisa, Pisa University Press, 2020, pp. 425-33. https://www.torrossa.com/en/catalog/preview/4706617
  4. Battimelli, G. Paoloni, University, industry and politics: Orso Mario Corbino as organizer of physical research in Italy (1908–1937), Quaderni di Storia della Fisica, 23/2020, pp. 79/89. https://www.sif.it/riviste/sif/qsf/econtents/2020/023/01/article/2
  5. Focaccia, Pietro Blaserna and the Birth of the Institute of Physics in Rome -A Gentleman Scientist at Via Panisperna, Springer Biographies, 2019. https://www.springer.com/gp/book/9783030108243

Miriam Focaccia