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11. Il museo della scienza dedicato a Enrico Fermi e il programma di divulgazione scientifica

Il museo della scienza dedicato a Enrico Fermi e il programma di divulgazione scientifica

In breve

Gli interventi che sono stati programmati per la riorganizzazione del museo comprendono: la creazione di nuove sale ed installazioni, la realizzazione di una audio-guida multimediale e la creazione di una nuova sala di realtà virtuale che rappresenta un unicum nel panorama della divulgazione scientifica nazionale.  È stato progettato l’adeguamento impiantistico e architettonico della Palazzina di Via Panisperna per ospitare tali installazioni tecnologiche e per dotare il Museo di una entrata indipendente dal Ministero dell’Interno che possa così renderlo fruibile ad un vasto pubblico.

Il Museo del CREF intende essere il luogo della Memoria Storica  di quanto avvenuto negli anni Trenta nella palazzina, delle  fondamentali scoperte di Fermi e dei ragazzi di Via Panisperna e delle loro avventurose vite ancora oggi foriere di indagini e curiosità (si pensi al caso Majorana che ispira continuamente  opere cinematografiche ed editoriali così come servizi dei media), e si propone anche di diventare, grazie al prestigio  dell’edificio e al suo posizionamento nel rione Monti, ovvero al centro di Roma, il riferimento per la diffusione della cultura scientifica nella Capitale ed uno dei poli a livello nazionale. A questo scopo, è stato presentato un progetto (Verosh — Virtual ExploRation Of Science History) nell’ambito del bando “Ricerca e sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale” di Lazio Innova in cui è stata proposta la realizzazione di una sala di realtà virtuale che dovrebbe rappresentare il core di una nuova maniera di divulgare la scienza, utilizzando l’aspetto emozionale e di intrattenimento, che solo una tecnologia moderna molto sofisticata può fornire proiettando lo spettatore all’interno di un mondo totalmente virtuale, e coniugandolo alla possibilità di illustrare in termini semplici ed accattivante i concetti scientifici alla base degli esperimenti realizzati in questa palazzina da Fermi e il suo gruppo e di quelli che poi si sono sviluppati nell’immediato futuro.

Questo progetto si propone di essere il volàno per un programma di attività di promozione e diffusione della cultura scientifica ospitato negli spazi del CREF che possa rendere il Museo una realtà unica nel panorama nazionale e internazionale. In particolare oltre la creazione di una sala di realtà virtuale, che per la sua originalità diventerà sicuramente un’attrattiva di grande richiamo per il vasto pubblico generalista, ci si propone al contempo di valorizzare il patrimonio tecnico-scientifico, storico e culturale del CREF e della sua

sede, al momento accessibile solo attraverso il passaggio nel Ministero degli Interni. A questo fine sono stati progettati gli interventi tecnologici e strutturali per sviluppare completamente il potenziale del CREF quale protagonista della divulgazione scientifica sia in Italia sia a livello internazionale, dando vita ad un programma continuativo di attività di alto impatto socioculturale. La platea di riferimento dell’azione di diffusione della cultura scientifica include categorie di soggetti diversi quali studenti e docenti delle scuole primarie, secondarie ed universitari, ma anche e soprattutto l’ampio pubblico dei cittadini incuriositi dalla scienza che può trovare nel Museo un riferimento per l’approfondimento di tematiche ad essa legate che abbiano sia una solida base scientifica e storica sia una rilevanza nella formazione di una pubblica opinione informata su temi di attualità.

Fig. Articolo su Il Fatto Quotidiano in cui si illustra il progetto di risistemazione ed apertura del Museo

Per ottenere le risorse per lanciare il programma di diffusione della cultura scientifica è stato presentato il progetto “PANISPERNA Dalla ricerca scientifica alla divulgazione” nell’ambito del Bando indetto dal MUR “per la presentazione delle domande finalizzate alla concessione dei contributi previsti dalla legge n. 113 del 28.3.1991, come modificata dalla legge n. 6 del 10 gennaio 2000, per gli strumenti di intervento ivi previsti: Contributi annuali e Accordi di Programma e Intese”.  Tra le attività previste si annoverano mostre temporanee, cicli di conferenze, lectio magistralis e convegni accademici, attività laboratoriali, meeting tematici di storia e filosofia della scienza, proiezione di documentari, cortometraggi e film a carattere scientifico ed anche installazioni e performances da parte di artisti che si ispirano nella loro opera a tematiche di natura scientifica che siano volti ad approfondire e sviluppare il rapporto tra arte e scienza. In breve, si vuole rendere il Museo un luogo dove poter sperimentare e ricercare nuove e diverse forme di diffusione della cultura scientifica che utilizzino anche, come strumento di comunicazione, le moderne tecnologie, le arti visive e cinematografiche così creando un reale ponte tra la cultura umanistica e quella scientifica che possa attrarre l’interesse di un vasto pubblico. L’uso di dispositivi ad alta tecnologia nel percorso museale permetterà di rivolgersi ad un pubblico sempre più ampio ed in particolare potrà attrarre l’attenzione delle nuove generazioni verso tematiche scientifiche che hanno bisogno di essere semplificate ed avvicinate in maniera accattivante e al contempo attraverso una guida competente.

Fig. La Particella Fantasma, un cortometraggio sulla scomparsa di Ettore Majorana cui il CREF ha dato il patrocinio scientifico

Il Museo è parte integrante dell’Ente di Ricerca e dunque al momento le spese per il suo mantenimento sono a carico del fondo di finanziamento ordinario dello stesso, le cui risorse finanziarie sono utilizzate principalmente per il personale, le attività di ricerca e la relativa struttura amministrativa a supporto della stessa. Gli interventi che verranno eseguiti per valorizzare il patrimonio tecnico-scientifico e storico culturale del CREF, permetteranno di rendere la realtà museale indipendente dall’Ente da un punto di vista sia gestionale sia economico, dando così vita ad una struttura che, nel lungo periodo, potrà autofinanziarsi attraverso sponsor privati, attratti dal pregio della palazzina e dal prestigio e risonanza delle attività di diffusione della cultura scientifica che in  essa avranno luogo, attraverso il pagamento di un biglietto di ingresso da parte del pubblico ed infine attraverso l’organizzazione di eventi mirati (presentazioni, conferenze, eventi editoriali   cinematografici, ecc.) che attraggano attenzione da parte dei media generalisti e di una ampia platea di soggetti interessati.

Fig. Percorso Museale

La visita al museo utilizzando l’audioguida durerà circa 1 ora e 30 minuti: a questo tempo va sommato il tempo aggiuntivo che il visitatore potrà passare nei vari dispositivi multimediali (schermi touch e installazioni) di approfondimento. Inoltre la sala di realtà virtuale, descritta più avanti, ha una durata aggiuntiva di circa 10 minuti.

Progetti di diffusione della cultura scientifica:

1. Ingresso e presentazione del CREF

2. Relatività ristretta e prima tappa vita di Fermi

3. Meccanica quantistica

4. Seconda e terza tappa vita Fermi

5. Statistiche quantistiche

6. Fermioni e bosoni

7. Nucleo atomico

8. Decadimento beta, la fusione e la fissione

9. Neutroni lenti e premio Nobel

10. La pila atomica e quarta tappa vita Fermi

11. Il progetto Manhattan

12. I raggi cosmici

13. Gli acceleratori

14. Fermiac ed il calcolo numerico

15. Collaboratori e allievi

16. I nomi e gli articoli di Fermi

17. I ragazzi di Via Panisperna

18. Realtà Virtuale

19. I ragazzi di Via Panisperna

20. Ettore Majorana

21 Dal riduzionismo alla complessità

22. Dal riduzionismo alla complessità

23. Spazio espositivo

24. Spazio espositivo

25. Spazio espositivo

26. Reception

27. Aula Magna Enrico Fermi

28. Sala Tecnica

27. Guardaroba

 La riorganizzazione degli spazi museali richiede sia un adeguamento delle installazioni già presenti, sia la realizzazione di nuove installazioni. Per fare un esempio di una installazione da poco realizzata in Fig. è riportato l’immagine network delle collaborazioni di Enrico Fermi: nel grafo ogni nodo rappresenta uno scienziato e due scienziati sono connessi se sono co-autori di uno stesso lavoro scientifico.

Nella sistemazione degli spazi espositivi verranno realizzate nuove sale a tema che riguardano: il progetto Manhattan, la fisica computazionale con riferimento all’esperimeno Fermi-Pasta-Ulam, una sala in cui si introduce al cambio di paradigma che comporta il passaggio da un approccio riduzionista alla fisica della complessità, spazi dedicati ai “ragazzi di Via Paniseperna” ed in particolare ad Ettore Majorana. Si prevede inoltre di realizzare alcuni spazi per esposizioni temporanee. Infine, nell’aula Fermi verrà predisposta tutta l’attrezzatura necessaria per la proiezione di cortometraggi, documentari e film che trattino soggetti di carattere scientifico.

 

Fig. Nuova installazione nel Museo: il network delle collaborazioni di Enrico Fermi

Come illustrato precedentemente, il progetto VEROSH intende sviluppare un approccio multimediale alla diffusione della cultura scientifica attraverso la creazione di un’innovativa esperienza di realtà virtuale che richiede una immersione sensoriale del visitatore. Si vuole raggiungere questo obiettivo attraverso un racconto altamente evocativo, i cui protagonisti sono Enrico Fermi ed il suo gruppo di ricerca detto “dei ragazzi di Via Panisperna” che nella Palazzina, durante gli anni Trenta del Novecento sede del Regio Istituto di Fisica, hanno condotto i primi esperimenti sulla radioattività indotta da neutroni che hanno aperto la porta allo sviluppo della fisica nucleare culminato, pochi anni dopo, nella realizzazione della prima reazione a catena controllata di fissione nucleare e poi nella costruzione della bomba atomica. La Fig. mostra alcune immagini che danno un esempio della realtà virtuale e dei dispositivi ad essa associati che saranno installati nella sala dedicata.

Fig. Illustrazione della realtà virtuale

La proposta realizzativa riguarda il percorso che dagli avvenimenti scientifici che si svolsero proprio nella palazzina di Via Panisperna si è concluso con la costruzione della prima pila atomica e poi della bomba atomica nell’ambito del Progetto Manhattan. Data l’ampiezza dell’argomento che copre sia scoperte fondamentali in fisica sia avvenimenti di portata storica che si sono intersecati con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale insieme con l’eccezionale personalità degli scienziati coinvolti è stata intrapresa una ricognizione riguardante le diverse tecniche realizzative per una sala di realtà virtuale che abbia come scopo la divulgazione scientifica attraverso un coinvolgimento emozionale del visitatore. Necessariamente la scelta effettuata del tipo specifico di contenuto della sala di realtà virtuale condiziona ed è condizionata dalla scelta della tecnologia realizzativa.

La soluzione di realtà virtuale che è stata scelta è in grado di offrire diversi punti di vista e diverse modalità di narrazione, di tipo immersivo e memorabile, tali da riuscire a catturare l’attenzione dei visitatori e destare interesse e curiosità attraverso un coinvolgimento sensoriale. Questo tipo di realtà virtuale consiste in una tecnologia che sfrutta la potenza di calcolo di un visore, con o senza supporto di un computer, per proiettare lo spettatore all’interno di un mondo totalmente virtuale ricostruito ad immagine della realtà ed in grado di narrare la storia offrendo punti di vista normalmente difficili o impossibili da osservare attraverso schermi singoli o compositi. Come tale renderà possibile far vivere ai visitatori del Museo la soggettiva dei momenti salienti e più incisivi della vita di Enrico Fermi, ricostruendo ogni dettaglio necessario alla narrazione esplicativa, lasciando che il visitatore interagisca con il mondo virtuale ricco di storia, eventi e personalità che lo circonda. Attraverso un’installazione che prevede diverse postazioni, dimensionate in base alla capacità della sala del Museo, e con l’impiego della realtà virtuale, si potrà mostrare come Enrico Fermi ed il suo gruppo abbiano cambiato la storia non solo della fisica ma la Storia stessa proiettando lo spettatore nel passato come se stesse usando una macchina del tempo. Attraverso un joystick è possibile offrire la possibilità di muoversi negli spazi virtuali per osservare eventi, come gli esperimenti sul rallentamento dei neutroni, la realizzazione della prima pila atomica ed il lavoro per il progetto Manhattan, da prospettive tali che permettano di spiegare lo svolgimento della storia entusiasmando e coinvolgendo lo spettatore come ad ora solo la realtà virtuale può riuscirci.

Attraverso l’impiego della tecnologia di Realtà Virtuale si vuole avvicinare il visitatore alla divulgazione scientifica attraverso azione e spettacolarità. In particolare, l’obiettivo del progetto è immergere il visitatore in un mondo virtuale, dove egli possa esplorare, seppur brevemente, gli spazi intorno a lui e interagire, con semplici piccole azioni, con il mondo che lo circonda per vivere la storia nei panni di Enrico Fermi. Si vuole quindi raccontare la storia dietro i viaggi fisici ed intellettuali e le scoperte di Enrico Fermi che lo porteranno dagli esperimenti eseguiti a Via Panisperna a lavorare al progetto Manhattan. L’esperienza dovrà essere breve, dalla durata di circa 10 minuti, interazioni comprese, in modo da permettere all’utenza visitatrice tutta di usufruire della tecnologia. La tecnologia dovrà essere installata presso la sala identificata nel Museo, e dovrà consentire la visione non solo a chi ne usufruisce direttamente ma anche ad eventuali visitatori che stiano attendendo il loro turno. Al fine di massimizzare un’eventuale futura divulgazione, il prodotto dovrà essere predisposto ad ospitare la lingua inglese la quale non è tuttavia richiesta per il completamento del progetto.

Come obiettivo specifico si vuole raggiungere la divulgazione, attraverso nuove tecnologie di impatto ed ancora non sfruttate nel Museo che consentano anche l’interazione ed il parziale movimento dell’utente nello spazio digitale, di quella parte storica che riguardi il percorso, gli incontri ed il lavoro che hanno portato Enrico Fermi dalla scoperta del ruolo dei neutroni lenti, alla fissione dell’atomo di uranio, alla costruzione della Pila Atomica per quindi arrivare allo sviluppo progetto Manhattan. Utilizzando la tecnica di realtà virtuale èpossibile far rivivere al visitatore i momenti più significativi di questa esperienza coinvolgendolo sia a livello emotivo che a livello intellettuale e cercando dunque di spiegare i concetti basilari della fisica in gioco attraverso l’esperienza diretta ma virtuale degli esperimenti più significativi che sono stati eseguiti da Fermi.

In un campo di studio che evolveva continuamente, Fermi era probabilmente l’unico scienziato in grado di conoscere completamente tutta la materia; era, nello stesso tempo, un brillante sperimentatore e un grande teorico — l’ultimo uomo che sapeva tutto come recita il titolo della sua più recente biografia. Si vuole dunque rendere omaggio alla geniale versatilità del fisico italiano illustrando alcuni dei famosi esperimenti “alla Fermi”. Per fare un esempio durante la prima esplosione della bomba atomica, Enrico Fermi non perse l’occasione di fare un esperimento.  Quaranta secondi dopo l’esplosione, mentre l’onda lo stava per raggiungere, Fermi lasciò cadere una manciata di pezzettini di carta da un’altezza di circa un metro e ottanta. Per il fatto che non ci fosse vento, poteva calcolare lo spostamento dei pezzetti di carta al passaggio dell’onda d’urto, e dopo una serie di calcoli mentali affermò:“questo corrisponde ad un esplosione di diecimila tonnellate di tritolo.” Questo tipo di esperimenti possono diventare parte integrante dell’esperienza di realtà virtuale lasciando al visitatore una impressione unica non solo per quello che riguarda la storia dell’evento ma anche per capire il ragionamento fisico del grande scienziato.

Fig. Schema interventi: Schema degli interventi architettonici

Sono state progettati alcuni interventi a carattere architettonico, edilizio ed impiantistico per interventi e adeguamenti anche in vista dell’effettiva apertura dell’accesso indipendente del Museo e del maggior flusso di visitatori previsto nonché riguardo alla progettazione di impianti tecnologici. Infatti, al momento l’accesso del pubblico alla Palazzina è sì possibile, ma particolarmente complicato data l’ubicazione della palazzina di Via Panisperna all’interno del compendio del Viminale e dunque soggetto a tutte le misure di sicurezza richieste dal Ministero dell’Interno. Attraverso un dialogo costruttivo con i dirigenti del Ministero stesso si è recentemente giunti alla definizione di un piano di

separazione della palazzina dal compendio del Viminale e alla progettazione della dotazione della stessa di un ingresso autonomo attraverso il quale il pubblico potrà accedere agli spazi museali in maniera ordinaria. A questo fine sono richiesti diversi interventi architettonici ed impiantistici che sono stati discussi e concordati con i tecnici del Ministero per soddisfare gli standard di sicurezza dello stesso.

Lo spazio a disposizione della realizzazione dell’intervento è suddiviso su tre aree distinte (una sala del museo, l’anticamera ad essa antistante e un corridoio adiacente) alle quali si aggiungono spazi precedentemente destinati la cui funzione dovrà essere ripensata e integrata armonicamente rispetto ai nuovi allestimenti.  Gli interventi architettonici e impiantistici rappresentano un insieme coordinato di opere finalizzate al miglioramento e all’adeguamento funzionale della Palazzina per quello che riguarda l’accessibilità, la sicurezza e l’allestimento di nuovi spazi espositivi. Tale programma, che si concentra negli ambienti del piano terreno, del piano interrato e nell’accesso da via Cesare Balbo, ripercorre e completa le iniziative di restauro che si sono susseguite nel tempo e che hanno riguardato l’adeguamento strutturale, architettonico e impiantistico dell’intero edificio, inserendo nuovi elementi tecnici e funzionali e di comunicazione che renderanno finalmente il CREF fruibile e perfettamente operativo in sicurezza. Si tratta di opere minori e locali che non intaccano in maniera strutturale la palazzina ma che sono prodromiche ad un suo completo e soddisfacente utilizzo.

Fig. Render Via Balbo

Le opere in progetto rappresentano quindi allo stesso tempo delle risposte a problematiche rilevate per un funzionale adeguamento del Museo e per un miglioramento rispetto all’assetto progettuale precedente. In questo modo il progetto esecutivo si fa carico di fornire delle soluzioni alle seguenti problematiche generali:

a) inserire nuovi spazi espositivi e contenuti dedicati al Museo della Fisica;

b) migliorare la fruizione e la funzionalità del Museo della Fisica e del piano terra attraverso una revisione dell’impianto elettrico e dati;

c) separare nettamente i flussi e gli spazi dell’edificio in uso al CREF da quelli in uso al Ministero dell’Interno anche attraverso la definizione di nuovi percorsi e di un nuovo perimetro di separazione;

d) dotare il CREF di un sistema di antintrusione, di videosorveglianza e sicurezza adeguato al suo posizionamento nel compendio del Viminale ed agli standard del Ministero degli Interni.

Fig. Rendering della nuova rampa di accesso all'aula Fermi

Per quanto riguarda il primo punto a), in fase di allestimento degli spazi espositivi è previsto un adeguamento non strutturale degli stessi, con interventi di realizzazione dipareti in cartongesso, controsoffittature e altri interventi edilizi leggeri, per definire nel complesso un nuovo modello d’uso degli spazi al piano terra in conseguenza della netta separazione con il Ministero e di una maggiore vocazione degli ambienti all’accoglienza, allestimenti temporanei e comunicazione delle attività del CREF. Dovendo integrare lenuove installazioni multimediali con l’impianto elettrico e tecnologico preesistente, a seguito di sopralluoghi specifici, è stata inoltre riscontrata la necessità di adeguare l’impiantistica (punto b) aumentandone la funzionalità e la rispondenza ai nuovi requisiti e alle nuove attività previste per il Museo e per gli ambienti del piano terra, nonché integrando funzionalmente e tecnologicamente le nuove installazioni con quanto preesistente, in modo da garantire l’unitarietà dell’esperienza di visita e la sostenibilità nellungo termine di gestione e manutenzione delle tecnologie.

Uno degli obiettivi principali della progettazione è quello di contribuire allo sviluppo di un adeguato bacino d’utenza del Museo, sia in termini di numero di visitatori, sia in termini di incremento della fruibilità per alcune particolari categorie. In tale direzione vanno i rapporti di collaborazione intercorsi negli scorsi mesi tra il CREF ed il Ministero dell’Interno – essendo il CREF medesimo all’interno del perimetro del complesso del Viminale – al fine di rendere operativo un nuovo accesso indipendente del Museo dalla pubblica via (punto c).

In effetti, il maggiore vincolo alla crescita del bacino d’utenza del museo è venuto sinora dalla necessità di effettuare visite solo su prenotazione, soluzione resa necessaria dall’instradamento obbligato dei visitatori attraverso il Ministero dell’Interno. L’ accesso dalla pubblica via è stato già previsto e predisposto in fase di ristrutturazione dell’edificio mediante ascensore e corpo scale che portano al piano strada, ma è al momento non operativa per la necessità di minori ma cruciali adeguamenti architettonici ed impiantistici. La pianificazione dell’apertura dell’accesso indipendente su Via Balbo e il conseguente maggior flusso di visitatori previsto, non filtrato dalle strutture di sicurezza del Viminale, hanno infatti resa necessaria la progettazione di impianti tecnologici e di sicurezza adeguati. In particolare, vi è l’esigenza di adeguamento dell’edificio agli standard di sicurezza prescritti dal Viminale (punto d). Gli interventi di adeguamento architettonico ed impiantistico sono descritti nell’allegato 1 del progetto.  La relazione tecnica dell’allegato 1 contiene la descrizione generale dell’intervento ed i suoi presupposti. Riportiamo nelle figure la localizzazione dei nuovi allestimenti museali e del maggior intervento di carattere edilizio, ossia l’apertura su via Balbo.

Francesco Sylos Labini