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Società e Complessità

In breve

L’analisi dei comportamenti sociali con l’avvento dei big data può essere affrontata anche attraverso la data science, senza però perdersi nell’approccio riduzionista. Lo studio del consumo dell’informazione, delle dinamiche dell’opinione pubblica, dei dibattiti è centrale e di primario interesse sia per la nostra società. Lo studio sistematico svolto in maniera quantitativa e puntuale dei processi sociali ha notevolmente allargato il potenziale di indagine. In questo contesto con il presente progetto intendiamo proporre lo studio mirato dell’effetto delle piattaforme sulle dinamiche di polarizzazione online, affrontare le problematiche che il mondo del giornalismo sta affrontando in questo cambiamento tecnologico e di capire meglio i processi sociali più profondi della nostra epoca attraverso un approccio fortemente quantitativo ed empirico.

I social media, in particolare, hanno rivoluzionato il modo in cui comunichiamo e ci informiamo, diventando la principale fonte di informazione per la maggior parte degli utenti. Facebook conta più di due miliardi di utenti, che generano più di tre milioni di post al minuto, informandosi e informando senza l’intermediazione di giornalisti ed esperti, partecipando quindi attivamente alla produzione e alla diffusione di notizie e contenuti. Studi recenti hanno mostrato come i gruppi di utenti si concentrano in echo-chambers che formulano e confermano la loro narrativa preferita, contrastando sistematicamente ogni informazione dissidente. In questa situazione l’efficacia del fact-checking e del debunking è altamente questionabile; sono invece necessari strumenti innovativi, che affrontino il problema delle fake news utilizzando metodi improntati sull’analisi dei dati e sulla formulazione di algoritmi specifici e dedicati. Il gruppo proponente intende applicare gli stessi criteri di rigore scientifico e metodologico che hanno portato all’introduzione della metodologia Economic Fitness al problema della (dis-)informazione online, allo studio della diffusione dei contenuti, all’analisi della formazione delle echo chambers e allo studio delle dinamiche che portano gli utenti a spiraleggiare verso le echo chambers.

Sembra sussistere una forte correlazione tra argomenti che polarizzano l’opinione pubblica e la diffusione di notizie false e tendenziose. Alcuni studi hanno provato a sfruttare questa peculiarità monitorando attraverso alcuni parametri l’evoluzione del dibattito online [14]

In questa direzione si è anche cercato di capire come diversi modi di riportare una notizia possono influenzare le reazioni degli utenti ed eventualmente ridurre la polarizzazione online. L’esperimento portato avanti con alcune testate giornalistiche nazionali ha affrontato il tema dell’immigrazione sui social. I risultati mostrano che è molto difficile eludere i meccanismi che portano alla polarizzazione [13]

Questi meccanismi di polarizzazione degli utenti e conseguente chiusura in echo chamber sembrano essere un tratto molto importante e caratterizzante dell’interazione on line. A tal fine si è cominciato ad esplorare il ruolo delle varie piattaforme nelle dinamiche di polarizzazione e ne emerge un quadro molto frastagliato. Sembra esserci una generale tendenza alla polarizzazione, ma ogni piattaforma, attraverso i suoi algoritmi, ne determina una reificazione diversa [5].

Si cercherà di comprendere meglio quali meccanismi dominano la formazione delle echo chambers, la polarizzazione e la diffusione ed emergenza di diverse narrative online.

L’approccio sarà principalmente orientato su 4 aspetti:

 1.    La teorizzazione, l’implementazione e la validazione di nuove metriche per caratterizzare le dinamiche sociali online con particolare riferimento a fenomeni di fruizione di informazione e interazione con altri utenti.

2.    L’analisi delle caratteristiche proprie di ogni singola comunità con particolare riferimento alla tipologia di linguaggio utilizzato e ai tratti specifici di ogni singolo gruppo al fine di prevederne l’evoluzione.

Fig. Consumo di testate giornalistiche su Facebook

3.    Implementazione di metriche atte a valutare i pattern di produzione delle informazioni da parte di testate giornalistiche sui vari social media (Facebook, Twiiter, Youtube, Instagram etc) al fine di capire come il business model e le strategie di pubblicazione influenzino la percezione e la fruizione dei contenuti online. (Per far questo si prevedono specifiche attività con la partecipazione delle maggiori testate giornalistiche nazionali).

4.    Metriche per la classificazione e previsione del hate speech sia dal punto di vista algoritmico che normativo. L’attività prevede la collaborazione con l’autorità garante per le comunicazioni.

Per facilitare l’implementazione del progetto si prevede la messa in esercizio di una piattaforma permanente di monitoraggio dati e attività di confronto e divulgazione orientate a sensibilizzare una vasta audience al tema dei dati e dell’impatto dei social media sulla nostra società.




		
  • Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Italia
  • Joseph Stefan Institute, Slovenia
  • London School of Economics
  • Boston University
  • [1] Vicario, M. D., Quattrociocchi, W., Scala, A., & Zollo, F. (2019). Polarization and fake news: Early warning of potential misinformation targets. ACM Transactions on the Web (TWEB)13(2), 1-22.
  • [2] Schmidt, A. L., Peruzzi, A., Scala, A., Cinelli, M., Pomerantsev, P., Applebaum, A., … & De Cesco, A. F. (2020). Measuring social response to different journalistic techniques on Facebook. Humanities and Social Sciences Communications7(1), 1-7.
  • [3] Cinelli, M., Morales, G. D. F., Galeazzi, A., Quattrociocchi, W., & Starnini, M. (2020). Echo chambers on social media: A comparative analysis. arXiv preprint arXiv:2004.09603.