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La Fitness economica rivela la fragilità russa

La guerra in Ucraina si gioca anche sul tavolo economico.

Nei giorni in cui si parla di possibile default del debito russo, abbiamo provato a misurare la sua stabilità e competitività attraverso la Fitness Economica (sviluppata recentemente alla Sapienza e adesso al CREF). Questo nuovo indicatore è stato recentemente adottato sia dalla Banca Mondiale di Washington che dalla Commissione EU per valutare i progetti del Recovery Fund (PNRR).

Il PIL (prodotto interno lordo, in inglese GDP, Gross National Product) corrisponde al volume totale finanziario ma non distingue tra un vero sviluppo industriale e il mero sfruttamento delle risorse naturali.

Al contrario, la Fitness economica misura la reale competitività industriale di un paese sulla base della diversificazione e complessità dei prodotti che è capace di produrre.
La diversificazione comporta stabilità e resilienza mentre la complessità corrisponde alla esclusività e quindi al guadagno.

Si tratta quindi di  un indicatore appropriato per uno sviluppo basato sulla moderna Economia della Conoscenza, indipendentemente dalle materie prime. E’ anche alla base per lo sviluppo di una economia sostenibile e green, elementi che richiedono un alto valore della Fitness.

PIL e Fitness a confronto sullo sviluppo dei paesi BRICs

Nel Novembre del 2001 Jim O’Neil, capo-economista di Goldman Sachs, firma un Global Economics Paper destinato a fare storia.

Il titolo, “Building Better Global economic BRICs”, riunisce in un acronimo (che è anche un gioco di parole) i quattro paesi che secondo O’Neil domineranno l’economia mondiale nei successivi 50 anni: Brasile, Russia, India e Cina.

Nella figura a sinistra vediamo che il PIL (GDP) di questi quattro paesi appare piuttosto alto e in crescita. Se però guardiamo l’indicatore della Fitness per gli stessi anni (figura a destra) emerge una situazione completamente diversa. Vediamo che la Cina stacca gli altri tre paesi, seguita dall’India, mentre il Brasile, e soprattutto la Russia, scendono in picchiata verso il basso.

La differenza si spiega con il fatto che la Fitness misura lo sviluppo delle capacità di un paese, le cosiddette capabilities, piuttosto che i dati finanziari.

Storicamente la Russia ha saputo raggiungere livelli altissimi nei settori della tecnologia e della ricerca scientifica  in ambito spaziale e militare, ma non è riuscita a trasferire questo importante know how nell’industria privata, dove avrebbe potuto dare vita a un’economia diversificata che puntasse alla qualità dei prodotti. Il capitale è rimasto saldamente nelle mani di pochi potentissimi oligarchi, e il PIL si basa ancora quasi esclusivamente sulle esportazioni di gas e altre risorse naturali. Questa economia non crea un benessere diffuso e una classe media. Al contrario esaspera le disuguaglianze ed è molto fragile perché alla mercé della volatilità dei prezzi delle materie prime.

La Fitness economica dei Paesi dell’est

fitness_russia_ paesi_est

La problematicità di questa economia è ancora più evidente se la confrontiamo con quella dei paesi ex-Unione Sovietica. In particolare la Repubblica Ceca e la Polonia sono di fatto nella zona occidentale di sviluppo, seguite dalle Repubbliche Baltiche. La Russia, invece, appare in totale controtendenza rispetto al resto dei paesi che un tempo erano sotto la sua influenza, e che di fatto la circondano separandola dall’Europa. I paesi con caratteristiche più simili alla Russia sono Ucraina e Bielorussia.
In tutti e tre i paesi la Fitness è stagnante o in calo e che le traiettorie sono molto irregolari per la loro dipendenza dalla volatilità dei prezzi delle materie prime. In questo caso abbiamo un modello di sviluppo non particolarmente apprezzabile caratterizzato da una economia industriale molto debole e poco competitiva.

La variabile Cina

Nel grafico osserviamo anche come la Cina negli ultimi decenni ha sviluppato un livello di Fitness confrontabile con quella dei paesi occidentali, seguendo una traiettoria assolutamente unica nella storia economica del pianeta, che nessuna analisi economica standard era riuscita a prevedere. Uno dei principali risultati della Fitness Economica è stato proprio quello di identificare la reale capacità industriale della Cina e di poter quindi capire e prevedere il suo enorme sviluppo. È riuscita a creare una classe media di oltre 700 milioni di persone tutta basata sulla produttività e quasi senza materie prime. Nonostante l’enorme demografia di circa un miliardo e mezzo di persone in un paio di anni supererà il livello di PIL pro capite di 12,500$, che la World Bank considera come limite minimo per essere considerato un paese ad alto reddito.
Un alto valore della Fitness corrisponde ad una alta resilienza e infatti vediamo che la Cina è proprio tra i paesi che si stanno riprendendo con maggior vigore dopo il COVID.