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Il quaderno ritrovato. Enrico Fermi e la scoperta della radioattività indotta da neutroni

Nel marzo del 1934, lavorando a Roma da solo, all’interno della Palazzina di Via Panisperna 89A, ora sede del CREF, Enrico Fermi faceva la straordinaria scoperta della radioattività indotta da neutroni. Per questa scoperta, assieme a quella, nell’ottobre successivo, dell’effetto dei neutroni lenti nell’attivare i vari elementi pesanti, a Fermi veniva assegnato nel 1938 il premio Nobel per la
Fisica, un Premio Nobel tutto italiano.
Finora la ricostruzione di questa scoperta è stata fatta sulla base di testimonianze a posteriori, dirette o indirette, con tutti i limiti tipici del ricordo personale. Per esempio, la trattazione fatta nei “Collected Papers”, pone in una prospettiva molto carente l’intera questione della scoperta, effettuata da Fermi da solo, confondendola con la successiva esplorazione sistematica dell’intera tabella degli elementi’ fatta successivamente da Fermi con i suoi collaboratori.
Il ritrovamento di un quaderno di appunti di laboratorio di Fermi, che copre proprio i febbrili giorni della scoperta e quelli della sua accurata preparazione, ha cambiato completamente la prospettiva.
Questo quaderno, è stato scoperto alcuni anni fa da me e da Francesco Guerra dell’Università di Roma La Sapienza, presso le carte dell’archivio personale di Oscar D’Agostino in Avellino, e fino ad allora era sfuggito all’attenzione degli studiosi.
L’analisi, pagina per pagina, del “quaderno ritrovato”, oltre a documentare con precisione il percorso di Fermi, ne fa apparire in tutta la sua grandezza il genio.
Il pensiero teorico e quello sperimentale sono in Fermi una cosa sola, non tappe separate, ma simultanee, del suo procedere, che alla fine lo portano “in solitaria” a una delle scoperte più importanti della Storia.
Come si cercherà di mostrare, Fermi, utilizzando mezzi molto modesti, è riuscito a realizzare ciò che nei più grandi laboratori del mondo nessuno aveva mai osato tentare di realizzare, e questo grazie al suo grande ingegno, alla sua straordinaria intuizione fisica, alla sua incredibile inventiva e alla sua estrema tenacia.
Tutto ciò che è venuto dopo (la scoperta della fissione nel 1938, la prima pila atomica nel 1942, la bomba atomica, la produzione di energia nucleare a fini industriali, la produzione massiccia di nuclidi radioattivi, da usare come traccianti o per cure mediche), si deve a questa scoperta