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Il Memory delle particelle al Festival della Scienza di Genova (en translation)

Come si fa a vedere qualcosa di così piccolo che neanche un potente microscopio riesce a ingrandire abbastanza? Le particelle che si studiano in fisica sono invisibili ai nostri occhi, ma le possiamo “vedere” grazie alle tracce che lasciano al loro passaggio, per esempio in un gas. Ognuna ha un movimento tutto suo, una specie di impronta digitale unica che dipende dalla massa, dalla carica, dalle sue caratteristiche particolari.
Michela Marafini del Centro ricerche Enrico Fermi ha ideato una versione molto speciale del gioco del Memory .
Il laboratorio, presentato per la prima volta alla Notte dei ricercatori e delle ricercatrici del 29 settembre, è in questi giorni al Festival della Scienza di Genova, nello Spazio Kids di Palazzo Ducale. Grazie all’organizzazione del Festival e al lavoro dei suoi animatori e animatrici, circa 1500  bambine e bambini dai 4 agli 11 anni hanno imparato a conoscere e riconoscere le proprietà di alcune particelle elementari proprio a partire dalle loro impronte.