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Einstein parla italiano, un docufilm su Rai Storia finanziato e patrocinato dal CREF

Venerdì 14 maggio alle ore 21.10 sul canale Rai Storia verrà trasmesso il film Einstein parla italiano, dedicato ai rapporti, poco noti al grande pubblico, che il geniale fisico ebbe con l’Italia.

Il docufilm, ideato da Raffaella Simili e Sandra Linguerri, storiche della scienza dell’Ateneo di Bologna, con la regia di Alessandro Scillitani e protagonista l’attore Francesco Petruzzelli, illustra i rapporti che Albert Einstein ebbe con l’Italia, sia negli anni giovanili che nella maturità, attraverso ricostruzioni in costume, interviste ad esperti, animazioni e letture di documenti originali.

Albert Einstein arrivò in Italia alla fine del 1895 e sino al 1905 passò nel nostro Paese alcuni periodi tra Pavia, Milano e Casteggio, da lui rievocati tra ‘i ricordi più belli’ della sua gioventù.

Tornò quindi nel 1921 a Bologna, invitato dal matematico Federigo Enriques, per tenere tre lezioni in Archiginnasio. Lezioni che tenne in italiano. Proseguì quindi per Padova, dove rese omaggio al matematico Gregorio Ricci-Curbastro, sempre in lingua italiana.

Il docufilm, oltre che rievocare il forte legame emotivo con l’Italia, si sofferma sui rapporti scientifici tra Einstein e i colleghi italiani; sul suo tentativo nel sostenere la libertà e la dignità degli scienziati al di qua delle Alpi a seguito del giuramento richiesto in Italia dal regime fascista nel 1931; sul suo radicato pacifismo e impegno politico.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 1921 fu proprio Einstein a ricordare di aver vissuto da giovane con la propria famiglia d’origine in Lombardia, a Pavia e a Milano, ove il padre aveva fondato un’azienda elettrotecnica, e di aver trascorso le vacanze estive, insieme alla sorella minore Maja, presso la famiglia Marangoni a Casteggio, in provincia di Pavia, stringendo amicizia con la giovane Ernestina, poco più grande di lui. I soggiorni in Italia si sono succeduti con frequenza fino al 1902, anno della morte del padre Herman, e toccarono svariate città tra cui Como, Venezia, Trieste e numerose zone montuose (massiccio del San Gottardo) ove Albert era solito affrontare escursioni.

Nel 1921, quando ormai “il mito Einstein” si era affermato in tutto il mondo tanto da essere insignito del Premio Nobel, Einstein fece visita ai colleghi italiani prima a Bologna e poi a Padova tenendo una serie di conferenze pubbliche.

Nei giorni 22, 24 e 26 ottobre 1921 Albert Einstein tenne tre conferenze in italiano sulla teoria della relatività presso l’Archiginnasio, su invito del matematico Federigo Enriques, titolare della cattedra di geometria proiettiva in ateneo che ebbero un grande successo di pubblico, come racconta Adriana, figlia di Federigo Enriques, all’epoca diciottenne e matricola di matematica nell’ateneo felsineo.

Le cronache dei giornali diedero ampio risalto all’evento e, soprattutto, al fatto che lo scienziato parlava un perfetto italiano.

Dopo Bologna, Einstein si recò all’Università di Padova per rendere omaggio a Gregorio Ricci-Curbastro, ordinario di fisica matematica, e per manifestargli personalmente tutta la sua più profonda gratitudine per il contributo cruciale che il calcolo tensoriale, da lui elaborato agli inizi del Novecento, aveva dato alla formulazione definitiva della relatività generale.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale Einstein riprese a scrivere all’amica d’infanzia Ernestina, rallegrandosi per la caduta della dittatura; mentre esprimeva solidarietà al filosofo Benedetto Croce con il quale aveva condiviso i medesimi propositi democratici e che in quel momento partecipava alla battaglia politica post-bellica per la ricostruzione dell’Italia.