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Complimenti al prof. Andrea Gabrielli ed al dott. Francesco Sylos Labini che nel corso del Consiglio di amministrazione del 18 dicembre scorso sono stati nominati componenti del Comitato permanente paritetico di cui all’art.3 della Convenzione quadro relativa al progetto Extreme-Energy Events stipulata tra il CREF e l’INFN.
Valutare i progetti del Recovery Fund è un’impresa intrinsecamente difficile. Per garantire la maggiore oggettività nella considerazione dei progetti sono necessari nuovi strumenti, che scongiurino la possibilità di un’analisi settoriale e aprano, invece, ad una valutazione complessiva dei programmi del Recovery Fund.
È un bene che siano previsti dei piani d’investimento per la ricerca, ma è fondamentale che la ricerca finanziata sia connessa allo sviluppo economico. Questo è il messaggio dell’articolo di Luciano Pietronero, Presidente del CREF, comparso ieri sul Sole 24 Ore.
“La ricerca scientifica è il motore essenziale dell'economia della conoscenza basata sul capitale umano che va opportunamente valorizzato e non esportato ma attratto. Per produrre anche una crescita economica sono però necessari almeno altri due elementi. Il primo è un trasferimento tecnologico efficace e la diffusione del know how. Il secondo è una generale efficienza del governo e del mercato che concorrano all'innovazione tecnologica e allo sviluppo delle aziende nella fase iniziale”, ha scritto Pietronero.
Per poter valutare secondo queste due prospettive i progetti del Recovery Fund, singolarmente e nel loro insieme, è possibile adottare il metodo della Fitness Economica, che consente di valutare a priori il potenziale contributo che ogni programma offre alla competitività generale del Paese, indagando l’attuale situazione e le possibili traiettorie di sviluppo della stessa.
Come ha aggiunto Pietronero: “questo approccio scientifico non pretende di sostituirsi alla politica ma piuttosto di fornire una informazione consapevole al decisore politico. Infatti, non c'è una sola traiettoria possibile per lo sviluppo, ce ne sono varie. Per ognuna di esse possiamo definire le relative difficoltà ed opportunità. Spetta poi alla politica comporre una sintesi completa di tutti gli elementi del problema di cui questa analisi è un utile elemento”.
 
Circa un anno fa Luciano Pietronero è stato nominato Presidente del Centro Ricerche Enrico Fermi (CREF).
A distanza di un anno è arrivato il momento di incontrarci e fare un punto della situazione.
Sebbene l'anno scorso sia stato estremamente difficile per tutti noi, il corso delle cose è andato avanti e l'Istituto ha vissuto una sostanziale riorganizzazione dal punto di vista scientifico e amministrativo.
Il Presidente, nel giorno 21 dicembre 2020, illustrerà una panoramica dell'attuale situazione del Centro Ricerche Enrico Fermi e illustrerà le prospettive future dell'Istituto.
L’evento sarà trasmesso in diretta Zoom alle ore 17.00.
Link Zoom per la diretta, qui.
Meeting ID: 942 0607 5288
Passcode: 804480
Domani 16 Dicembre alle ore 22:15 su Focus TV, canale Mediaset n.35 del digitale terrestre, andrà in onda il documentario Nanuq, che racconta la spedizione scientifica e commemorativa Polarquest2018, ideata e condotta da Paola Catapano, a bordo della barca a vela eco-sostenibile Nanuq che ha navigato per 6 settimane verso il Polo Nord.
Con la regia di Emanuele Licitra e la produzione Addictive Ideas di Milano, il documentario è tutto girato nel territorio artico.
Tra le diverse attività di ricerca a bordo del Nanuq, l'esperimento PolarquEEEst ha effettuato delle misure sul flusso di raggi cosmici, che ogni secondo investe la nostra terra, per capirne le anomalie legate alle particolarità del campo geomagnetico terrestre influenzato dai poli e il legame con il cambiamento climatico.
Non perdere la prima messa in onda, domani, su Focus Tv!
 
Al contrario di quello che il senso comune ci potrebbe portare a pensare, in moltissime raccolte di dati, relative agli ambiti più vari ambiti più vari (dal mercato finanziario ai cataloghi sismici fino alla popolazione dei comuni italiani), non si osserva una distribuzione uniforme delle cifre da 1 a 9 nella prima cifra dei numeri, bensì una netta asimmetria in favore delle cifre più piccole. Tale fenomeno è descritto dalla legge di Benford.
 


























































Prima cifra Comuni %
1 2547 31,0
2 1391 16,9
3 1057 12,9
4 791 9,6
5 632 7,7
6 544 6,6
7 484 5,9
8 406 4,9
9 365 S,4
Totale 8217 100

 
Fu, infatti, proprio Benford che nel 1938, dopo aver raccolto in tabelle dati sui più svariati fenomeni naturali, dedusse la legge che ora prende il suo nome. Essa ha la seguente forma: P(n) = log[(n+1)/n]. Dove P(n) indica la probabilità che la prima cifra sia il numero n.
Ad esempio, se osserviamo il valore delle azioni nella borsa di Zurigo del 12 aprile 2020, ci rendiamo conto che il numero 1 appare come prima cifra circa il 32% delle volte; le occorrenze degli altri numeri decrescono seguendo la legge di Benford fino a far registrare una frequenza pari al 4.1% per il numero 9. Questo andamento, come mostrato in figura, si registra anche se andiamo a cambiare la valuta in cui sono espressi i prezzi delle azioni (rispettivamente Franchi Svizzeri, Real Brasiliani e Dong Vietnamiti); tale proprietà viene detta “invarianza di scala” e deriva dalla presenza di una distribuzione di probabilità a potenza sottostante.


 
La formula riportata in precedenza è, in realtà, una forma particolare della legge di Benford che si ottiene quando la distribuzione di probabilità è una legge a potenza con esponente pari a 1. Tale forma è molto comune nei fenomeni naturali: la motivazione risiede nel fatto che questa può essere ottenuta tramite un semplice processo moltiplicativo.
È anche interessante notare lo stretto rapporto sussistente tra la legge di Benford e quella di Zipf. Partendo, infatti, da dei numeri che seguono la prima è possibile ritrovare la seconda, ordinandoli dal più grande al più piccoli.
In conclusione, quindi, la legge di Benford è una legge che descrive molti processi aleatori osservabili in natura, e non solo; essa da, infatti, una soddisfacente interpretazione sul perché i numeri più piccoli abbiano un’occorrenza maggiore in molte raccolte di dati. È di notevole importanza anche il legame sussistente tra questa e la legge di Zipf.
 
L’attività cerebrale è basata principalmente sul metabolismo ossidativo. Per questa ragione, la misura del tasso di consumo metabolico di ossigeno (CMRO2) è un ottimo biomarker per la quantificazione dell’attività cerebrale e dello stato fisiologico dei tessuti, con potenziali applicazioni nella diagnosi precoce dei carcinomi, ictus, patologie neurologiche e neurodegenerative.
Esistono diversi metodi MRI per la misurazione di CMRO2, basati su diversi approcci tecnologici e caratteristiche fisiologiche. Si può citare, ad esempio, lo sfruttamento delle differenze di campo magnetico associate alle disomogeneità tissutali tra seno sagittale superiore o vene principali.
Davis e Hoge hanno introdotto a fine anni ’90 un altro gruppo di tecniche, basate su metodi di calibrazione del BOLD, che mirano a stimare il CMRO2 dai segnali BOLD e ASL (Arterial Spin Labeling), sfruttando task respiratori (ipercapnia e iperossia) e modelli matematici che descrivono la complessa relazione tra metabolismo dell’ossigeno, segnale BOLD e flusso sanguigno cerebrale (CBF).
Il CBF è un biomarker diretto per la funzione cerebrovascolare e la salute neurovascolare; la correlazione tra CBF, attività neuronale locale e metabolismo, noto come accoppiamento neurovascolare, è, inoltre, un marker surrogato della funzione cerebrale.
Un progetto del CREF presente nel piano triennale s’impegnerà di studiare, sia a livello nazionale sia internazionale, lo sviluppo produttivo, scientifico e tecnologico dei paesi, basandosi su dati di produzione industriale, scientifica e brevettuale disaggregati rispettivamente per categorie industriali, settori scientifici e codici tecnologici.
Un proposito di questo progetto è quello di estendere tali metodologie a un livello geografico più dettagliato, studiando quello che avviene in diverse aree dei vari paesi. Per quanto riguarda l’Italia questo implicherebbe lo studio delle unità regionali, a cui dati, sulla produzione industriale e tecnologica, ha accesso anche il CREF. Allo scopo di avere una prospettiva nello stesso tempo più ampia e più precisa sulle prospettive di sviluppo delle diverse regioni italiane, l’intenzione è di unire dati sulla produzione industriale e tecnologica con quelli che riguardano la produzione di capitale umano di quella parte della popolazione che accede agli studi superiori e che necessariamente è l’attore principale dello sviluppo scientifico e tecnologico e, perciò, anche economico.
Le principali fonti di dati a disposizione del CREF sono: Scival e Microsoft Academic Graph per la produzione scientifica, Patstat per i brevetti, Istat per la produzione industriale a livello nazionale e regionale e Comtrade delle Nazioni Unite per la produzione industriale dei diversi paesi.
Facebook ha da tempo superato i 2 miliardi di utenti attivi mensili, in testa alla classifica dei siti di social network più popolari al mondo. Già dal 2016 i Dizionari di Oxford hanno annunciato "post-verità" come Parola dell'anno 2016 internazionale. Questo termine è stato definito come un aggettivo: "relating to or denoting circumstances in which objective facts are less influential in shaping public opinion than appeals to emotion and personal belief ". La parola “post-verità” è stata ampiamente usata per parlare di eventi come la Brexit, le elezioni americane del 2016 e, tendenzialmente, per definire il concetto alla base di quei processi che nella società contemporanea hanno prodotto l’emergere di fenomeni anomali nell’interpretazione dei fatti.
L’information overload, quello stato in cui gli utenti si trovano immersi in un mare di informazione, ha fatto sì che i social media diventassero evidentemente una delle principali fonti di informazioni. All’interno dei social media, però, i meccanismi che alimentano il concetto di post-verità, conducono gli utenti alla distorsione e radicalizzazione della propria opinione. Studi recenti hanno scoperto una tendenza umana online ad acquisire informazioni aderendo al proprio sistema di credenze. A rafforzare le credenze che si formano in determinati gruppi di persone è la frequente proposta di contenuti congeniali ai loro interessi. In questo scenario, le informazioni dissenzienti di solito vengono ignorate la possibilità del fact-checking risulta essere fortemente limitata.
Negli ultimi anni è stato introdotto un algoritmo, PopRank, impiegato, tra le altre cose, per valutare sia l'impatto delle pagine Facebook che il coinvolgimento degli utenti sulla base delle loro interazioni reciproche. L’algoritmo può prevedere il numero di commenti che una pagina riceverà e il numero dei suoi post. È possibile, così, quantificare ed analizzare quanto avviene nella correlazione tra gli utenti ad alto coinvolgimento e le pagine ad alto impatto per gli stessi utenti.
 
Ormai da qualche anno Enrico Fermi viveva negli Stati Uniti, dopo essere fuggito con la sua famiglia dalle leggi razziali; in America continuava a portare avanti i suoi progetti di ricerca, collaborando con varie Università. Il 2 dicembre 1942 arrivò di nuovo un successo scientifico che vede il fisico italiano protagonista nella costruzione del primo reattore artificiale a fissione nucleare al mondo.
Enrico Fermi, in collaborazione con Leó Szilárd, supervisionò la costruzione del Chicago Pile-1. Il reattore era costituito da una pila di uranio e blocchi di grafite; conteneva una massa critica di materiale fissile, insieme a barre di controllo. La pila aveva un nocciolo costituito da pellet di uranio, che produceva neutroni; i pellet erano separati da blocchi di grafite per moderare la velocità dei neutroni.
Uno sciopero lavorativo impedì la costruzione della pila presso l'Argonne National Laboratory, così Fermi e i suoi colleghi scelsero di realizzarla sotto le tribune ovest dello stadio abbandonato Alonzo Stagg Field dell'Università di Chicago.
Alle ore 15:25 del 2 dicembre il reattore CP-1 aveva raggiunto la massa critica per autoalimentare la reazione a catena. Fermi controllò personalmente l’attività dei neutroni e dopo 28 minuti decise di spegnere la macchina. Poco meno di trenta minuti erano stati sufficienti per dimostrare si potesse azionare una reazione a catena autoalimentata.
Fermi aveva convinto Arthur Compton che i suoi calcoli erano affidabili per escludere un tragico incidente e, infatti, la dimostrazione avvenne con successo. Il fisico italiano, già Premio Nobel, aveva condotto la realizzazione di un progetto scientifico di immensa rilevanza. Compton telefonò immediatamente a Contant, presidente del National Defense Research Committee, improvvisando un messaggio in codice: “The Italian navigator has just landed in the new world”.
Il sistema solare si è formato circa cinque miliardi di anni fa: i diversi pianeti hanno dunque avuto il tempo di compiere più di un miliardo di rivoluzioni intorno al sole. In particolare, Mercurio, che ha un periodo orbitale di 88 giorni, ne ha fatte circa 25 miliardi, la Terra 5 miliardi, mentre Nettuno, con un periodo orbitale di 160 anni, 250 milioni. In tutto questo tempo il sistema solare ha raggiunto una situazione di stabilità in cui i tutti pianeti, anche i più esterni, ruotano in orbite chiuse dove la forza gravitazionale di attrazione del sole è controbilanciata dalla forza centrifuga che ha ugual modulo di questa ma verso opposto.
Per effetto della forza gravitazionale esercitata sui pianeti dal sole le velocità orbitali dei pianeti variano secondo la loro distanza dal sole: Mercurio si muove a 48 km/sec, la Terra a 30 km/sec e Nettuno a 5 km/sec. Questo equilibrio dinamico, una volta stabilito, rimane invariato e dura finché cause esterne non ne causano la rottura.
Che succede quando si formano delle galassie dalla dinamica gravitazionale fuori dall’equilibrio? Per approfondire scarica l'articolo completo qui.